Pit stop.

14 Feb

La redazione di CiboBlog sospenderà le attività per un breve periodo!
Torneremo presto con un nuovo progetto, per sporcarci nuovamente le mani in cucina.

Nel frattempo continuate a seguirci su
http://www.radiosandona.it
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Dolci che si preparano da soli.

11 Feb

Stop-Motion Biscuit Cake from Alan Travers on Vimeo.

Food for thought: Gaetano Afeltra

8 Feb

 

Intanto crescevo con la pazienza e la tenerezza di Maddalena e la severa vigilanza della mamma che aveva capito – ma mal sopportato – quella che lei chiamava la “fissazione” di Maddalena per me. Miscuglio di sentimenti e di risentimenti, gelosia e comodità. Del suo lavoro di prima Maddalena non aveva più voglia.

A settant’anni passati il lavatoio le pesava. Riceveva come mensile diciotto lire e mangiava mattina e sera da noi. Tutti però sapevano che quando non le andava, poniamo, una certa minestra, si portava via il pranzo. Accendeva il fornello, che teneva appoggiato su una piccola lastra di marmo per non danneggiare il pavimento della camera e si cucinava uno di quei piatti che amava fare a suo modo, con alcuni ingredienti: pasta e fagioli, stocco e patate, zuppa di ceci, tutte squisitezze della più fantasiosa e gustosa cucina popolare. Nessuno più di una serva si stanca delle pietanze dei signori.

 

Gaetano Afeltra, Com’era bello nascere nel lettone, Rizzoli, Milano, 1991.

Una tassa sul cibo spazzatura

5 Feb

Cibo spazzatura, in arrivo una tassa per finanziare la costruzione di nuovi ospedali. La bozza del provvedimento è stata già inviata da parte del ministro della Salute Renato Balduzzi alla Conferenza delle Regioni, dove si discuterà del nuovo piano salute per il triennio 2013-2015. In ballo anche un riassetto legato ai ticket sanitari, alle esenzioni e ai nuovi tetti per la spesa farmaceutica.

Il “Programma straordinario sull’edilizia sanitaria” punterà il dito su alcolici e cibo spazzatura (“junk food”): servirà a finanziare almeno in parte il pesante fabbisogno del Sistema Sanitario Nazionale, che richiederà per il 2011 106.905 milioni di euro, 108.780 mln per l’anno appena iniziato mentre per 2013 e 2014 rispettivamente saranno necessari 109.294 e 110.786 milioni. Previsti anche dei tagli, 2,5 miliardi per il 2013 e 5 mld per il 2014.

Una proposta analoga di Coldiretti, avanzata la scorsa estate, non aveva mancato di far discutere. L’associazione chiedeva che venissero tassate le bibite gassate per favorire un più salutare consumo di frutta. Non solo però una tassa sul cibo spazzatura, ma alcuni provvedimenti riguardanti i piccoli ospedali e le spese mediche farmaceutiche e ospedaliere. In particolare saranno nuovamente introdotte fasce differenziate di contributi sanitari ed esenzioni in base al reddito e sulla base di specifiche patologie o invalidità.

 

Delle semplici regole per non sprecare cibo. Dal sottovuoto alle quantità…

2 Feb

Secondo uno studio commissionato dalla DG Ambiente della CE in Europa scartiamo un terzo del cibo prodotto. Che corrispondono a 179 kg all’anno a persona. Lo spreco riguarda tutta la filiera:

– i produttori sono responsabili di circa il 32%
– i rivenditori compresa la grande distribuzione del 5%
– i ristoranti e i catering del 5%
– le case del 42%

Ero consapevole che la percentuale di scarto domestico fosse rilevante ma non credevo che fosse addirittura il 42%. Secondo lo studio ben il 60% potrebbe essere evitato. Da questi dati si possono trarre interessanti conclusioni e ricavare le seguenti regole per ridurre gli sprechi di cibo domestico:

1) Quantità – non acquistare più di quanto non si riesca a consumare, bisogna quindi resistere alle mega offerte dei supermercati se non si è in grado di consumare tutto

2) Etichette – è importante tenere presente e distinguere tra “Consumarsi entro il ….” e “Da consumare preferibilmente entro il …” mentre la prima dicitura si riferisce alla sicurezza alimentare del prodotto la seconda è relativa solo alla qualità pertanto superata la scadenza del “preferibilmente” il prodotto é ancora commestibile solo, forse, meno buono e può essere consumato ancora per diversi mesi dopo la data di scadenza.

3) Conservazione – conservare bene gli alimenti è un altro modo per ridurre gli sprechi di cibo. La luce e il calore sono sicuramente nemici per molti prodotti che richiedono una conservazione in luogo fresco, asciutto e in molti casi come le conserve e i sotto’oli anche senza luce. Un modo per allungare, duplicare o in alcuni casi triplicare la vita dei prodotti è utilizzare il sottovuoto. Mettendo sottovuoto gli alimenti se ne rallenta l’ossidazione e di conseguenza il deterioramento, li si protegge dall’attacco di parassiti che in mancanza di ossigeno non possono svilupparsi. Mettendo sottovuoto la farina, ad esempio, si azzera il rischio di doverla buttare per le farfalline. Essiccare i prodotti freschi in eccesso é un altro modo per poterli conservare a lungo, anche a temperatura ambiente.
4) Scarti – di non commestibile tra quello che di solito scartiamo degli alimenti c’è davvero poco e potete realizzare ricette a costo zero anche con quello che di solito buttate via come gambi, bucce, foglie, lische, torsoli, ecc. Tra le pagine del mio blog Ecocucina ne trovate di tutti i tipi. L’ unico ostacolo è di mentalità perché è necessario cominciare a vedere queste parti di scarto come veri e propri ingredienti che richiedono preparazioni ad hoc. Per trattare le parti di scarto fibrose e più coriacee vi serviranno sicuramente un passaverdura o una centrifuga.

5) Avanzi – la prima cosa da fare è sicuramente ridurre gli avanzi cercando di non esagerare con i quantitativi. Detto ciò è importante non gettare ma imparare ad utilizzare quello che avanza e poichè la cucina tradizionale di diverse regioni è ricca di ricette a base di avanzi di pasta, carne, pesce e pane secco, c’è solo l’imbarazzo della scelta.

6) Compost – di non commestibile negli alimenti c’è davvero poco come ad esempio i gusci di uovo e della frutta secca. In questi casi l’unica cosa che possiamo fare, se non vi viene in mente nessun utilizzo più creativo è di farci il compost domestico. Per fare il compost è sufficiente avere un balcone e un contentiore con buchi per l’areazione e un coperchio non fare entrare l’acqua in caso di pioggia. Potete aggiungere agli scarti di cibo anche gli sfalci delle vostre piante. Perché si abbia la perfetta fermentazione e la trasformazione degli scarti in humus prima (dopo 3 mesi) e in terriccio poi (dopo 6 mesi) è necessario che la miscela di scarti alimentari e sfalci abbia la giusta umidità. L’ideale stringendo una manciata della miscela è che esca qualche goccia d’acqua. Mixate scarti di cibo e foglie secche fino ad ottenere la composizione ideale. Fatto ciò mettete il coperchio e portate pazienza per almeno tre mesi per avere un ottimo concime e sei per un buon terriccio a costo zero.

Seguendo questi piccoli accorgimenti non solo azzererete gli sprechi di cibo ma risparmierete in modo significativo sulla spesa e di conseguenza anche sul costo dello smaltimento dei rifiuti. Una minore quantità di rifiuti da smaltire su larga scala porterà anche notevoli benefici ambientali per il suolo e per il territorio in generale.

Il piatto rosso

30 Gen

Il colore rosso potrebbe essere un alleato delle diete per perdere peso. Un gruppo di ricercatori dell’Università di Basilea (Svizzera) ha infatti notato che ci si alimenta di meno se un spuntino viene servito su un piatto rosso, piuttosto che blu o bianco. E lo stesso vale per le bibite. Il rosso, spesso utilizzato per indicare una situazione di pericolo o un divieto, agisce insomma un po’ come un segnale di stop, spiega nella rivista scientifica ‘Appetite’ il team diretto da Oliver Genschow dell’Istituto di psicologia dell’ateneo basilese.

In un primo esperimento ci si è focalizzati sulle bibite. A 41 studenti è stata data acqua fino a dissetarli. Poi è stato chiesto loro di provare varie bevande dolci, servite in bicchieri di plastica contrassegnati con un’etichetta rossa o blu. Chi ha usato il bicchiere rosso ha bevuto circa il 40% in meno rispetto a chi ha scelto il blu. Il colore non ha invece avuto alcun effetto sulla valutazione della bontà della bevanda. Con un secondo esperimento si è voluto appurare se ci fossero effetti analoghi nel caso degli spuntini. Questa volta a 109 persone è stato chiesto di riempire un formulario. Durante l’operazione è stato offerto a ognuno un piatto – rosso, blu o bianco – con dieci ciambelle salate, che potevano mangiare a piacimento. Chi si è servito dal piatto rosso ha mangiato poco più della metà rispetto a chi ha ‘pescato’ da stoviglie degli altri due colori. E ancora una volta la colorazione non ha avuto nessuna influenza sul giudizio per la qualità del prodotto.

Secondo gli scienziati basilesi, sarebbero ora opportuni ulteriori studi per appurare se, utilizzando in modo mirato i colori, si può sviluppare una strategia particolare, alleata delle diete.

Guerra totale contro i FF a NYC.

27 Gen

E’ guerra aperta alle maxi porzioni servite nei fast food, dannose per la salute e anche per l’ambiente. Il Dipartimento della Salute di New York City ha calcolato che negli ultimi 50 anni le quantita’ delle porzioni, tra “medium” e “large”, sono decisamente aumentate: dal 1955 i volumi di un panino con hamburger sono triplicati, lo zucchero contenuto nelle bevande e’ quadruplicato e le porzioni di patatine fritte sono passate da 2,4 a 5,4 once.

Il risultato e’ che un solo pasto di questo genere apporta piu’ calorie di quante ne servano in un’intera giornata a un uomo adulto. Senza contare gli sprechi e l’elevatissima impronta ecologica di questo tipo di alimentazione a base di carne e grassi di origine animale. L’olio in cui sono fritte le patatine servite in porzioni da 300 grammi in genere e’ quell’olio di palma che costa pochissimo e ottenuto da deforestazione selvaggia.

Per tutti questi motivi, e’ partita a New York la campagna informativa contro le maxi porzioni dei fast food con una serie di manifesti in inglese e spagnolo pronti a tappezzare la citta’ nella speranza di arginare il dilagare dell’obesita’ e delle malattie derivate.